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Impianti fotovoltaici – Tutto ciò che c’è da sapere

Cos’è un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico è un insieme di apparecchiature composto dai pannelli fotovoltaici che trasformano la radiazione solare in energia elettrica; da uno o più inverter che trasformano la corrente continua proveniente dai pannelli in corrente alternata e la sincronizzano con la rete ENEL; da cavi di collegamento, quadri e protezioni varie.

A cosa serve un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico serve a produrre energia elettrica sfruttando l’energia del sole.

Quanta energia produce un impianto fotovoltaico?

Dipende da vari fattori, tra cui la latitudine (distanza dall’equatore), dall’orientamento, dall’inclinazione, dal sito di installazione, ombre, sporco, ecc….
Orientativamente possiamo dire che un impianto fotovoltaico di 1 Kwp, ben orientato, produce:
AL NORD ITALIA 1.100/1.200 Kwh/anno
AL CENTRO ITALIA 1.300/1.400 Kwh/anno
AL SUD ITALIA 1.500/1.600 Kwh/anno

Qual è la durata di vita degli impianti fotovoltaici?

La durata di un sistema FV si aggira intorno ai 30/40 anni, con un decadimento della produttività negli anni piuttosto limitato. Tuttavia alcuni esperti in Giappone stimano che un impianto possa produrre energia anche per 80 e più anni di vita.

Quali sono i vantaggi del fotovoltaico?

  • L’energia fornita dal sole è gratuita e inesauribile.
  • L’energia prodotta è priva di qualsiasi tipo di emissione inquinante (ecologica).
  • Non vi è perciò utilizzo di combustibili tradizionali.
  • Alta affidabilità, poiché non esistono parti in movimento (i pannelli fotovoltiaci hanno garanzie fino a 25 anni contro il calo di rendimento).
  • Costi di manutenzione quasi nulli.
  • E’ possibile installarlo in qualsiasi posto vi sia luce solare con esclusione dell’esposizione a Nord.

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Cos’è lo Scambio sul posto?

Lo scambio sul posto consiste nell’immettere in rete l’energia elettrica prodotta e non immediatamente consumata (es. di giorno), per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione (es. di notte).

Il meccanismo di scambio sul posto consente di ottenere una compensazione tra il valore economico associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore economico associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione.

A chi è rivolto?

Possono presentare richiesta (“istanza”) di scambio sul posto i soggetti titolari di uno o più impianti:

  • alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW;
  • alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 200 kW (se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007);
  • di cogenerazione ad alto rendimento di potenza fino a 200 kW.

Compatibilità con incentivi

Lo scambio sul posto è un meccanismo non compatibile con il ritiro dedicato dell’energia e con la tariffa omnicomprensiva.

Gli impianti che accedono ai meccanismi di incentivazione previsti dai Decreti Interministeriali del 5 luglio 2012 (V Conto Energia) e del 6 luglio 2012 (incentivi per fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico) non possono accedere al servizio di scambio sul posto.

Il servizio di scambio sul posto manifesta appieno i propri vantaggi per l’Utente dello scambio qualora, su base annua, la valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete compensi totalmente l’onere energia associato ai quantitativi di energia elettrica prelevata dalla rete; inoltre, per la totalità dell’energia elettrica scambiata con la rete, l’Utente dello scambio vedrà rimborsati dal GSE i costi sostenuti per l’utilizzo della rete in termini di servizi di trasporto, dispacciamento e, per i soli utenti titolari di impianti alimentati da fonti rinnovabili, degli oneri generali di sistema.

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Cos’è il Ritiro dedicato?

Il ritiro dedicato consiste nella cessione dell’energia elettrica immessa in rete al Gestore dei Servizi Energetici, che provvede a remunerarla, corrispondendo un prezzo per ogni kWh ritirato (minimo garantito per l’anno 2013 è di 0,1058 €/kWh).

I prezzi minimi garantiti

L’energia elettrica immessa in rete con il meccanismo del ritiro dedicato viene valorizzata dal GSE al “prezzo medio zonale orario”, ovvero al prezzo medio mensile per fascia oraria – formatosi sul mercato elettrico – corrispondente alla zona di mercato in cui è connesso l’impianto.

I produttori di piccola taglia, con impianti di potenza nominale elettrica fino a 1 MW, possono ricevere dal GSE una remunerazione garantita (i cosiddetti “prezzi minimi garantiti”) per i primi 2 milioni di kWh annui immessi in rete, senza pregiudicare la possibilità di ricevere di più nel caso in cui la remunerazione a prezzi orari zonali dovesse risultare più vantaggiosa. I prezzi minimi garantiti sono aggiornati annualmente dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG).

Alla fine di ogni anno, il GSE riconosce un conguaglio a favore degli impianti per i quali il ricavo associato ai prezzi orari zonali risulti più elevato di quello risultante dall’applicazione dei prezzi minimi garantiti.

Dal 2012 l’AEEG ha previsto una variazione nella determinazione dei prezzi minimi garantiti, che saranno differenziati per fonte rinnovabile utilizzata.

Nella tabella 1 sono riportati i prezzi minimi garantiti per gli impianti idroelettrici di potenza nominale media annua fino a 1 MW e per gli impianti alimentati dalle altre fonti rinnovabili di potenza nominale elettrica fino a 1 MW.

A chi è rivolto?

Possono richiedere l’accesso al regime di ritiro dedicato gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e non rinnovabili che rispondano alle seguenti condizioni:

  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da fonti rinnovabili, compresa la produzione imputabile delle centrali ibride;
  • potenza qualsiasi per impianti che producano energia elettrica dalle seguenti fonti rinnovabili: eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica (limitatamente agli impianti ad acqua fluente);
  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da fonti non rinnovabili, compresa la produzione non imputabile delle centrali ibride;
  • potenza apparente nominale uguale o superiore a 10 MVA, alimentati da fonti rinnovabili diverse dalla fonte eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice e idraulica, limitatamente, per quest’ultima fonte, agli impianti ad acqua fluente, purché nella titolarità di un autoproduttore.

Compatibilità con incentivi

Il Ritiro dedicato dell’energia è un meccanismo non compatibile con lo scambio sul posto e con la Tariffa omnicomprensiva.

Gli impianti che accedono ai meccanismi di incentivazione previsti dai Decreti Interministeriali del 5 luglio 2012 (V Conto Energia) e del 6 luglio 2012 (incentivi per fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico) non possono accedere al Ritiro Dedicato.

Investire nel FV oltre il V Conto Energia, conviene?

Certamente. Secondo le stime dell’Energy and Strategy Group del Politecnico di Milano, gli investimenti economici nell’energia solare ed in particolare nel fotovoltaico, sono molto convenienti anche in assenza di incentivi. La parity grid, ovvero il pareggio del costo tra l’energia fotovoltaica autoprodotta e quella proveniente da fonti convenzionali acquistata in rete è già stato raggiunto al Sud e lo sarà nel 2013 anche al Nord.

Infatti, in assenza di tariffe incentivanti concesse dallo Stato, per effetto delle condizioni di mercato, ci sarebbe un ritorno per gli investitori del 4%. In particolare, il rendimento per l’installazione di impianti fotovoltaici è dell’8% nelle regioni del Sud Italia e del 6% al Nord. Mentre considerando gli impianti di taglia di 400 kW di potenza, ipotizzando il 100% di autoconsumo e un costo di 1.300 euro al kW, il rendimento tenderebbe a salire sino al 13% al Sud e all’ 8% al Nord, a testimonianza della convenienza di effettuare investimenti nel comparto fotovoltaico, al di là della presenza di incentivi, troppo legati alle decisioni politiche che in futuro potrebbero diventare sempre più estemporanee.

Ad influire sul mercato fotovoltaico senza la droga degli incentivi concorrono due fattori fondamentali: da una parte l’aumento crescente della domanda da parte dei cittadini, che si dimostrano sempre più interessati alle energie rinnovabili e dall’altra il costante calo dei prezzi delle componenti necessarie per realizzare gli impianti.

Secondo il parere di Davide Chiaroni, dell’Energy&Strategy Group, “il concetto di grid parity nella pratica assume più il significato di una misura di investimento, dal momento che include una vasta gamma di variabili, come l’incostanza della produzione di energia da parte di un impianto fotovoltaico. E i numeri cominciano a essere ragionevoli. E’ anche evidente, inoltre, come, in questo caso, debba cambiare la prospettiva del «progettista»: da impianto dimensionato sullo «spazio a disposizione» a impianto dimensionato sul «profilo di consumo”.

Fonte: Energy and Strategy

Niente più bollette di luce e gas!

Visto che ogni kW dell’impianto è interamente ripagato dall’incentivo statale del “V Conto Energia”, è consigliabile aggiungere una potenza opportunamente dimensionata all’impianto fotovoltaico domestico, per un semplice ragionamento: dal momento che l’energia elettrica autoprodotta è gratis, è ancora più conveniente sostituire l’impianto di produzione di acqua calda sanitaria e gli impianti di riscaldamento con apparecchi elettrici. Stacandosi definitivamente dalle rete gas e in questo modo, i soldi che annualmente paghiamo con le bollette del gas e dell’elettricità ora sono risparmiati! Inoltre è possibile produrre acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili con un impianto solare termico.

Qual’è il costo che il proprietario deve sostenere per lo smaltimento dei moduli al termine del loro ciclo di vita?

Nessuno. L’Europa ha deciso, aggiornando la propria direttiva 2002/96/CE sui RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), di far divenire obbligatorio sul territorio comunitario il riciclaggio di moduli e componentistica fotovoltaica. Lo smaltimento è reso grazie a PV CYCLE, un’associazione senza scopo di lucro fondata con l’obiettivo di garantire una raccolta del solare dismesso. PV CYCLE è l’unico programma collettivo completamente operativo per il recupero e il riciclo di pannelli fotovoltaici a fine ciclo di vita (EOL) attualmente attivo in Europa. Con la sua rete di centinaia di punti di raccolta registrati, trasportatori di rifiuti esperti e impianti di riciclo specializzati, PV CYCLE offre ai propri membri e ai loro clienti finali un trattamento dei rifiuti intelligente ed economicamente vantaggioso. Fondata nel 2007, PV CYCLE garantisce la raccolta, il trasporto e il riciclo dei pannelli a fine ciclo di vita dei suoi membri. Interamente finanziata dai produttori e dagli importatori di pannelli fotovoltaici in Europa, PV CYCLE offre strutture di raccolta in tutti i paesi membri dell’UE nonché nei paesi che aderiscono all’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA), compresi Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. La notevole riduzione dell’incenerimento a favore di una più ampia percentuale di pannelli riciclati contribuirà al recupero di materie prime pregiate, conservando così le nostre preziose risorse naturali. Incrementando l’efficienza delle risorse e diminuendo i rifiuti, PV CYCLE fornisce un contributo al raggiungimento degli obiettivi dell’UE in materia di ambiente. Gratuito, questo sistema è disponibile per chiunque desideri smaltire pannelli fotovoltaici a seguito di un progetto di smantellamento, demolizione o ristrutturazione. Possono utilizzarlo, tra gli altri, installatori di impianti elettrici, dettaglianti, distributori, grossisti, utilizzatori finali dell’industria, produttori, imprese di demolizione e, naturalmente, famiglie che hanno installato pannelli fotovoltaici.